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La Rivalutazione di Banca d'Italia

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La rivalutazione del capitale sociale della Banca d’Italia determina la perdita definitiva della sovranità monetaria e avvantaggia le banche azioniste a spese dei cittadini! Ad oggi, il capitale della Banca d’Italia risulta pari a 156 mila euro, suddiviso in quote sottoscritte a loro tempo da numerose banche e assicurazioni private per il 95% del suo valore. Il 5% è dello Stato (INPS e INAIL). Alla fine dell’articolo, l’elenco delle banche private azioniste, le assicurazioni e gli enti pubblici con a fianco di ognuna di esse la quota di partecipazione azionaria e il numero dei voti. Il capitale sociale della Banca d’Italia, che nel 1979 si è sganciata dal Tesoro, è fermo al 1936. La rivalutazione del capitale sociale andava fatta, essendo un così importante istituto (oggi, falsamente definito “di diritto pubblico”), con un capitale sociale pari al valore di un piccolo appartamento di periferia. Con la rivalutazione, Bankitalia (per il 95% in mano a privati) dovrebbe apportare allo Stato un introito fiscale per circa di 900 milioni, sempre ammesso che Visco non ne riduca l’aliquota. E fin qui nulla da dire, se non fosse che a beneficiarne siano le banche azioniste. Infatti, le banche si troveranno ad avere un maggiore capitale a bilancio, sulla cui rivalutazione, già per esse avvenuta in anni precedenti, dovranno pagare un’aliquota del 12%, sui beni ammortizzabili sarebbe stata del 16%. Un bel regalo alle banche, insomma. I banchieri, nel 2006, hanno inserito un comma all'articolo 40 dello Statuto di Bankitalia, secondo cui oltre ai risibili dividendi figurativi, spettano agli azionisti privati altri dividendi aggiuntivi pari ai profitti degli investimenti del valore massimo del 4% delle riserve detenute nell'anno precedente. Attualmente le banche azioniste di Bankitalia hanno diritto a un dividendo nella misura massima del 10% del capitale (15.600 euro), che si somma al 4% massimo delle riserve. Considerando che alla fine del 2012, le riserve ammontavano a quasi 14,9 miliardi, fino ad oggi gli istituti hanno potuto riscuotere utili fino a un massimo complessivo di quasi 595 milioni all’anno. Una regalia stimata in 27 miliardi di Euro. Per le banche, gli utili rappresentano una mera plusvalenza a fronte di ZERO investimenti. Inoltre, esse potrebbero riportare a bilancio una voce attiva importantissima, che consente loro di superare gli stess-test della BCE, aggirando così la normativa europea sugli aiuti di Stato. Il Governo avrebbe incaricato tre soggetti esperti per rivalutare il capitale di Bankitalia, oltre ad Andrea Sironi, Rettore della Bocconi, e Franco Gallo, Presidente della Corte Costituzionale ed esperto giurista tributario, figura l’ex premier greco Lucas Papademos, direttore della banca centrale greca, ex banchiere centrale BCE, che ha collaborato con la Goldman Sachs quando si è trattato di aggiustare il debito greco. I risultati raggiunti dalla Grecia sono sotto gli occhi di tutti. Le banche non ne usciranno perdenti. Infatti, da questa operazione una tantum incasseranno maggiori utili che saranno distribuiti ad ogni esercizio annuo. Mentre lo Stato incasserebbe al massimo 1,5 mld. Ma il vero regalo alle banche non verrebbe dai maggiori utili distribuiti, ma da una norma approvata al Consiglio dei Ministri, che fissa al 5% la quota massima per ciascun istituto, in quanto, la percentuale eccedente deve essere ceduta alla Banca d’Italia, che l’acquista temporaneamente, per poi rivenderla ad altri soggetti investitori nazionali o stranieri. In pratica, si verrebbe a creare un vero e proprio mercato internazionale delle quote di Banca d'Italia. E chi sarebbero gli investitori privilegiati? Grossi istituti finanziari esteri tipo Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Barclays, Deutsche Bank, etc., mentre lo Stato e i cittadini non ne trarranno alcun beneficio. Cioè, in pochi anni la Banca centrale italiana passerebbe in mani straniere. Questo può succedere perché solo la Banca d’Italia è quasi interamente in mano ai privati, mentre la banca centrale tedesca e quella francese sono interamente pubbliche. Nessun altro Paese ha la propria banca centrale così privatizzata e aperta ai mercati internazionali. A questo punto, se lo Stato volesse riacquistare quella che un tempo fu la sua banca centrale, dovrebbe sborsare oltre 7 miliardi di euro agli azionisti. Vediamo, invece cosa succederebbe con questa operazione. Oltre a migliorare la situazione disastrosa degli istituti bancari, questi banchieri avrebbero annualmente maggiori dividendi complessivi, che finirebbero alle banche private azioniste italiane e straniere, la cui principale azione di investimento è stata la speculazione finanziata con il fiscal compact e coi risparmi dei cittadini. Il governo, invece, incasserebbe una tassa una tantum sulle plusvalenze della rivalutazione (circa 1,5 miliardi, per il mancato incasso dell’IMU) e si priverebbe però di un sicuro introito derivante dalle tasse e dalla redistribuzione degli utili per tutti gli anni futuri. Si sposterebbe così il tesoretto degli italiani nelle casse delle banche private. E non finisce qui! Il governo Letta ha presentato un emendamento che renderebbe la rivalutazione del capitale retroattiva al 2013, così da garantire agli azionisti più importanti (Intesa e Unicredit) un ulteriore guadagno compreso fra 2,7 e 4 miliardi di euro! La rivalutazione del capitale, inoltre, scongiurerebbe il declino dell’euro. Essendo la banca centrale italiana completamente in mano ai privati, lo Stato non potrebbe più, quindi, riacquistare la sovranità monetaria. Quale altro Paese sarebbe disposto a svendere le azioni di un così importante istituto per incassare solo 1,5 mld? Troverebbe sicuramente una soluzione diversa. Ecco le banche azioniste di Bankitalia, con a fianco le quote possedute e il numero di voti ad esse spettanti: Intesa Sanpaolo S.p.A. 91.035 (50) UniCredit S.p.A. 66.342 (50) Assicurazioni Generali S.p.A. 19.000 (42) Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 18.602 (41) INPS 15.000 (34) Banca Carige S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 11.869 27 Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 8.500 (21) Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 7.500 (19) Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 6.300 (16) Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 6.094 (16) Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. 5.656 (15) Fondiaria - SAI S.p.A. 4.000 (12) Allianz Società per Azioni 4.000 (12) Banco Popolare s.c. 3.668 (11) Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A., 3.610 (11) Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. 2.800 (9) Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. 2.626 (9) Banca delle Marche S.p.A. 2.459 (8) INAIL 2.000 (8) Milano Assicurazioni 2.000 (8) Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.A. (CARIFVG S.P.A.) 1.869 (7) Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia S.p.A. 1.126 (6) Cassa di Risparmio dell’Umbria S.p.A. 1.106 (6) Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. 949 (5) Banca Popolare di Milano S.c.a r.l. 873 (5) Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A. 769 (5) Banca Regionale Europea S.p.A. 759 (5) Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A. 750 (5) Banca Popolare di Vicenza S.c.p.A. 687 (5) Cassa di Risparmio di Cesena S.p.A. 675 (5) Banca dell’Adriatico S.p.A. 653 (5) Cassa di Risparmio di S. Miniato S.p.A. 652 (5) Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A. 605 (5) Banca Carime S.p.A. 500 (5) Società Reale Mutua Assicurazioni 500 (5) Veneto Banca S.c.p.a. 480 (4) Banca Popolare dell’Emilia Romagna S.c. 430 (4) Banca CARIM - Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. 393 (3) Cassa di Risparmio di Bolzano S.p.A. 377 (3) Cassa di Risparmio di Bra S.p.A. 329 (3) Cassa di Risparmio di Cento S.p.A. 311 (3) Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A. 266 (2) Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo S.p.A. 251 (2) Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. 237 (2) Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A. 200 (2) Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. 194 (1) Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. 151 (1) Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. 130 (1) Cassa di Risparmio di Savona S.p.A. 123 (1) TERCAS - Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo S.p.A. 115 (1) Cassa di Risparmio di Civitavecchia S.p.A. 111 (1) Credito Valtellinese S.c. 101 (1) Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. 101 (1) CARILO - Cassa di Risparmio di Loreto S.p.A. 100 (1) Cassa di Risparmio della Repubblica di S. Marino S.p.A. 36 – Banca CARIPE S.p.A. 8 – Banca Monte Parma S.p.A. 8 – Cassa di Risparmio di Rieti S.p.A. 8 – Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. 4 – Banca del Monte di Lucca S.p.A. 2 – TOTALI 300.000quote, 535voti
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  • Last modified on Monday, 06 October 2014 14:13

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