info@circolodegliscipioni.org
Log in

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

 

IL DEBITO PUBBLICO

 

Per il tema del debito pubblico vale quanto esposto alla voce “il sistema fiscale” di questa sezione, ma vale la pena precisare che per il P.U. il debito pubblico è sempre eccessivo, qualunque sia il suo valore assoluto o percentuale. Era eccessivo negli anni ’60 e70, quando oscillava intorno al 50-60% rispetto al PIL, e lo è stato anche dopo, quando negli anni ’80 questo rapporto ha preso a peggiorare al ritmo del 3-5% aggiuntivo annuo, partendo dal 59,9% del 1981 fino a raggiungere il 107,7% nel ’92, e, quindi, il picco del 123,3% nel 1995, oscillando poi fino al 118% attuale. Va dunque innanzitutto considerato che sono infondate le accuse rivolte dal P.U. alla prima repubblica di avere causato questo indebitamento con il proprio assistenzialismo clientelare. Il suo “sistema”, infatti, nasce negli anni ’50 e si struttura nel corso degli anni ’60, non negli anni ’80-’90, mentre l’indebitamento comincia a salire velocemente solo negli anni ’80. In secondo luogo, rileva che la voce “interessi sul debito pubblico” cresce al crescere dell’indebitamento ed è gioco forza che a un certo punto cominci comunque a gravare troppo per essere pagata con le partite correnti, il che avviene proprio negli anni ’80. In terzo luogo, soprattutto, va considerato che gli strumenti della finanza “creativa” hanno il loro boom proprio nel corso degli anni ’80 e da allora cominciano a vincere le istanze della Rendita per un trattamento di particolare favore verso i Redditi da Capitale! Tassando solo al 12,50% i Redditi da Capitale, tra il 20 e il 45% le retribuzioni e le pensioni medio-basse e dal 50% in su i redditi da impresa mentre cresceva il peso corrente degli interessi sul debito pregresso, come altrimenti potevano non peggiorare i nostri conti pubblici a partire dagli anni ’80? La colpa della prima repubblica non è stata la spesa sociale clientelare, il cui peso è trascurabile a fronte di queste altre voci di ben maggiore spessore, ma avere introdotto e mantenuto una legislazione fiscale di favore verso la Rendita e i ceti possidenti, che è stata rinnovata e ulteriormente aggravata bipartisan dalla seconda repubblica, senza avere il coraggio di ufficializzare il contrasto di classe sul punto, confidando (v. appresso) nella pressoché infinità capacità di assorbimento del collocamento elettronico dei bot da parte delle nostre 4 banche pubbliche.

Finchè esse rimasero pubbliche, il debito pubblico rimase infatti una partita non solo “virtuale” (v. voce “credito”), ma perfino una “partita di giro” (coincidendo il debitore, lo stato, con il creditore, le banche pubbliche), ma quando alla metà degli anni ’90 esse vennero  criminalmente svendute bipartisan a un prezzo sottomultiplo dei soli bot ivi collocati elettronicamente (sic !), la voce divenne effettiva e per giunta divennero stranieri parte dei creditori!   Vedi dunque anche la voce “debito pubblico” nella sezione “come funziona davvero l’economia”.