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POPULISTI, SOVRANISTI E NAZIONALISTI DA UN LATO: DALL’ALTRO, REPUBBLICANI, MODERATI ED ANTIFASCISTI. E’ QUESTA LA LINEA DI DISCRIMINE? NO!!!! Featured

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In questo momento la linea di confusione è massima: sovranisti, populisti e nazionalisti sono visti come la (vera) minaccia all’ordine costituzionale, intorno alla cui difesa nasce il fronte repubblicano, che da un lato fa capo al moderatismo ed all’europeismo e richiama anche il centro-destra e dall’altro si presenta come antifascista per richiamare la sinistra. La confusione è tanta e si tratta di contrapposizione con estrema difficoltà riconducibile ad un filo unitario ed a criteri razionali, in quanto i due schieramenti sono assolutamente e profondamente disomogenei al proprio interno. Il sovranismo di per sé contiene due realtà opposte, sovranità popolare e sovranità nazionale. La prima è una spinta all’autogoverno, nient’affatto populista -come invece incredibilmente ritiene Sabino Cassese fine giurista, ex Giudice Costituzionale, vicino al Pd ed alfiere del moderatismo europeista-, ma espressione di valori tesi a non esaltare il distacco tra governanti e governati. La sovranità nazionale è invece emblema della potenza statale dell’unità interna diretta non solo contro i nemici esterni, ma anche ed addirittura soprattutto in modo da reprimere i conflitti sociali, altrimenti in grado di minare l’unità interna, necessaria per l’appunto per fronteggiare il pericolo esterno: ed addirittura è più corretto ribaltare i termini della situazione, mostrando che il fronteggiare il nemico esterno è necessario per reprimere i conflitti sociali. Ebbene, la sovranità popolare si concretizza all’esatto contrario nell’esaltazione i conflitti sociali per ridurre le diseguaglianze, senza la quale riduzione si rivela del tutto illusorio ottenere la limitazione del potere e l’autogoverno. Il nazionalismo è un alleato del capitale, mentre la sovranità popolare ne è un avversario. Ma non solo: l’europeismo non esiste ed il Trattato di Aquisgrana, come ha spiegato Galli della Loggia, ha fatto trionfare due nazionalismi quali quelli di Germania e Francia, che stanno facendo emergere un nuovo imperialismo. Ed infatti Germania e Francia stanno realizzando un blocco commerciale e distorsivo della concorrenza a tutela delle loro imprese per far assumere a queste un ruolo dominante sui mercati rilevanti. L’europeismo quale contraltare al sovranismo è quindi fittizio. L’unico contraltare al sovranismo potrebbe essere ravvisato nella globalizzazione, ma la globalizzazione è il volto del capitale finanziario, con la conseguenza che il sovranismo nazionale non è affatto un suo antagonista, mentre l’unico suo antagonista è il sovranismo popolare. Una volta ciò chiarito, ne discende indefettibilmente che il dibattito è stato posto su basi del tutto inconsistenti. Sotto l’un aspetto, il populismo è privo di significatività, contenendo due realtà del tutto tra di loro disomogenee; poiché il sovranismo nazionalista è dai contorni definiti mentre quello popolare è solo “in nuce”, si può concludere che il populismo ha al momento un unico volto certo, quello nazionalista, ed anzi esso nient’altro è che nazionalismo. Il populismo di fatto non esiste, e lo sì definisce così solo sia per tacciarlo di sgangheratezza, mentre è in realtà, quale nazionalismo, è un fenomeno molto lucido, sia per contrapporlo alla globalizzazione, il che non è effettivo. Il discorso cambierebbe solo in presenza del sovranismo popolare, il quale, tramontata al momento la lotta di classe, si potrebbe basare solo sul populismo non nazionalista: ma siamo ancora agli albori del fenomeno. Sotto l’altro aspetto, il fronte repubblicano non è né universalista né alieno al nazionalismo. Da un punto di vista politico, due sono i corollari. In primo luogo, quel che resta della sinistra deve lasciare immediatamente il fronte repubblicano pe tentare un dialogo con il populismo non nazionalista. In secondo luogo, occorre verificare se il nazionalismo possa evolvere perdendo i caratteri razzisti e vicini al fascismo, e diventando così completamente democratico e civile. Ma sul secondo punto un equivoco va evitato: tale soluzione può essere raggiunta non sostenendo un universalismo impossibile ma solo evitando degenerazione del nazionalismo: La natura nazionalista non può essere negata ed è irrinunziabile. In tal modo si pone il vero contrasto politico: sovranità popolare contro alleanza tra capitale finanziario e nazionalismo. “Tertium non datur”. Il nuovo partico democratico di Zingaretti ha un’impronta meritoria non liberista ma nasce morto nel momento in cui vuole unire sinistra ed europeismo, evitando di mostrare che l’unico universalismo è quello della sovranità popolare, la quale si oppone al capitale finanziario, invece alleato della sovranità nazionale.